Florence: Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 26,13

(Codex Florentinus Laurentianus XXVI, 13)

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INTRODUCTION

This 15th century Italian manuscript contains various works from the alpha (Montpellier) branch of the Corpus Cluniacense. The text of the Apologeticum is labelled a copy of N in Hoppe's Apol.  Petitmengin confirms that the manuscript is a copy -- the only copy, among all the Italian manuscripts -- of a portion of N; Plut.26.12 is descended from F.  It has no independent value for the establishment of the text, since all it can offer are copyist errors.

Now online! -- 26.13.  

DETAILS

36 x 24.5cms, parchment. 15th century. Written and coloured by a single hand.

The first 118 folios contain:

'Contra Judaeos' (actually book 5 of Adv. Marc)
Apologeticum
Adversus Judaeos
Adversus omnes haereses
De praescriptionibus haereticorum
Adversus Hermogenem

and then :

Chrysostomus - Contra Judaeos
Prosper - Contra Cassianum
Cassianus - Contra Victorinum
Chrysostomus - Contra Anomios

and then a subscriptio.

Vol 2 of a two-volume set: Vol 1: XXVI, 12. Vol 2: XXVI, 13

The two volumes are listed by Oehler as #5 and #6 on p. vii of his preface.

CATALOGUE ENTRIES

From Umanesimo e Padri della Chiesa. Manoscritti e incunaboli di testi patristici da Francesco Petrarca al primo Cinquecento, Firenze: Biblioteca Medicea-Laurenziana, a cura di S. Gentile, [Milano] (1997):

Folios Iv and 1r.

22. TERTULLIANO, Adversus Marcionem liber V; Apologeticum; Adversus Iudaeos. PSEUDO TERTULLIANO, Adversus omnes haereticos. TERTULLIANO, De praescriptionibus haereticorum; Adversus Hermogenem. SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, Contra Anomaeos (trad. lat. di A. Traversari); Contra Iudaeos (trad. lat. di A. Traversari). GIOVANNI CASSIANO, De incarnatione Domini contra Nestorium. SAN PROSPERO D'AQUITANIA, Liber contra Collatorem.

Sec. XV ex. (1485 ca.-l492); membr.; mm 350x235; cc. II, 300. II'. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 26. 13.

Nove dei dieci testi che costituiscono questa miscellanea patristica, copiata in littera antiqua da una sola mano, hanno come denominatore comune quello di essere scritti polemici conto l'eresia. Fa solo apparente eccezione l'Apologeticum di Tertulliano che se risponde, per finalità, al suo titolo, non manca tuttavia di caratteri polemici, del resto costantemente presenti nell'opera di questo autore.

Nella tavola dei contenuti, premessa al testo (c. IIv), dove l'abbreviazione dei titoli evidenzia il carattere comune di opere destinate alla confutazione, non compaiono tutti, ed erroneo è il nome del destinatario per lo scritto di Cassiano: non Vittorio, ma Nestorio; mentre nell'explicit di c. 300v il rubricatore ha proceduto più correttamente, anche se la serie dei testi tertullianei è assorbita nella generica indicazione di opus. Ugualmente errata in parte è l'iscrizione con cui si apre la pagina iniziale del libro (c. Ir), che annuncia il Contra Iudaeos liber primus di Tertulliano, in luogo del quinto libro dell'Adversus Marcionem dello stesso autore, indicazione che viene invece correttamente fornita dell'explicit di c. 30v.

Per quanto concerne gli scritti di Tertulliano - Adversus Marcionem liber quintus (cc. 1r-30v), Apologeticum (cc. 30v-64v), Adversus Iudaeos (cc. 65r-83r), Adversus omnes haereticos (cc. 83r-87v), De praescriptionibus haereticorum (cc. 87v-100v), Adversus Hermogenem (cc. 101r-117v) - si è ancora oggi nel dubbio circa l'autenticità dell'Adversus Iudaeos (cf. CPL 33) e dell'Adversus omnes haereses (cf. CPL 34).

Al De incarnatione contra Nestorium (cc. 213v-275v), scritta dietro preghiera del diacono romano che fu poi papa Leone I, da Giovanni Cassiano, fa seguito a chiusura della raccolta il Liber contra Collatorem (cc. 275v-300v), con cui Prospero di Aquitania si oppose ad alcune delle tesi dello stesso Cassiano, in particolare alla XIII delle 24 Collationes Patrum, titolo da cui l'autore trasse il soprannome con cui viene indicato.

Con Giovanni Crisostomo, rappresentato dalle cinque omelie De inconprehensibilitate Dei dirette contro gli Anomei (cc. 118r-152v), e da sei degli otto Sermones contra Iudaeos (cc. 152v-213r), mancando il secondo e il terzo (= PG 48, coll. 857-872), alla patristica latina si affianca, nel volume, quella greca. Le sue opere sono qui offerte nella traduzione latina datane da Ambrogio Traversari che la portò a termine nello stesso periodo, cioè tra il finire del 1423 e l'inizio dell'anno successivo, insieme a quella di un'altra famosa opera dello stesso autore, il De sacerdotio (sulla sua attribuzione al Traversari cf. scheda 74). Per quanto manchino documenti atti a motivarne la scelta, è opinione comune che l'attenzione volta dal camaldolese al primo di questi testi nascesse da un vivo, personale interesse per il loro contenuto, da un'intima consonanza con il pensiero e le convinzioni espressevi, dall'ammirazione per l'intensità e la forza oratoria (Stinger 1977, pp. 131-132).

L'opera contiene cinque omelie pronunciate ad Antiochia nel 386-387 contro gli Anomei, una setta ariana radicale, di cui il Crisostomo respinse e condannò il tentativo razionalistico di definire il mistero divino attraverso i mezzi della speculazione filosofìca.

Mancano ugualmente testimonianze sulle ragioni che portarono il Traversari ad occuparsi del gruppo di omelie Contra Iudaeos; ma bisogna ricordare che un atteggiamento per lo meno di diffidenza nei confronti dell'ebraismo percorse tutto il Quattrocento e che non ci sono motivi di credere che egli facesse eccezione. Particolarmente interessante è da considerarsi il dato ben evidenziato sulle pagine del codice, nella rubrica iniziale e nell'explicit dei sermoni, relativo ai loro destinatari: non i soli ebrei, ma anche i cristiani fìloiudaici; forse il segno di una convinzione sull'attualità dell'insegnamento del Crisostomo e sull'opportunità di favorirne circolazione e conoscenza attraverso la traduzione.

Indagini ulteriori potranno forse dare conto in modo più soddisfacente e adeguato delle ragioni degli accostamenti dei testi nella miscellanea; si può comunque ricordare che Tertulliano fu tra gli autori più tenacemente ricercati dal Traversari, che molto ne ammirò l'ingenium (cf. schede 37, 38 e 43).

Il codice fu eseguito in attuazione del progetto di nuova biblioteca, intrapreso da Lorenzo il Magnifico negli ultimi anni della sua vita (Dillon Bussi-Fantoni 1992, pp. 135-147). Come tutto il cospicuo gruppo di manoscritti prodotto a tale fine, presenta una ricca decorazione all'inizio del testo, disposta sulle due pagine afifrontate che si presentano ad apertura: sulla sinistra il titolo o i titoli raccolti entro una fastosa cornice miniata, per lo più, ma non necessariamente, di forma circolare; sulla destra una cornice di due elementi posti ad angolo retto, lungo il margine superiore e quello interno, entro cui è la prima iniziale del testo, e, in basso al centro, lo stemma. L'altra caratteristica dell'elemento illustrativo uniforme concepito per la nuova biblioteca medicea è costituita dall'apparato emblematico, che fu modellato in stretta aderenza a quelli ideati per i signori dell'Italia Settentrionale, come i Visconti, i Gonzaga, gli Este, seguiti poi dai Montefeltro, dagli Aragona fino all'italianizzante re d'Ungheria Mattia Corvino; comprendente oltre allo stemma, alcune imprese famigliari ed altre personali. Per Lorenzo si elaborarono con l'occasione nuove imprese, come quella del pappagallo accompagnato dal motto, in francese, che afferma la supremazia dell'esperienza: Non le set qui non l'essaye, o quella delle api, o quella delle farfalle attratte dalle fiamme. Che il loro significato rimanesse oscuro ai più, come era del resto prescritto, è qui ben dimostrato dall'incompletezza dell'impresa delle farfalle attirate dal fuoco, priva delle prime ambedue le volte in cui viene raffigurata.

Autore della illustrazione fu Boccardino, cui, con Attavante, se pure in minor misura, fu affidata la parte decorativa dell'impresa. Anche in questo codice il miniatore perseguì l'effetto luministico del gioco di luci: bianca dell'argento e gialla dell'oro, destinate a sprigionarsi al momento dell'apertura del libro; oggi non più che parzialmente apprezzabile per l'ossidazione dell'argento.

Sulla c. I r Antonio Maria Biscioni ha lasciato nota di una sua collazione delle sole opere di Tertulliano, eseguita nel 1728.

Bibliografìa

Bandini 1774-1777, I, coll. 765-766; D'Ancona 1914, I, p. 91; II, p. 738, n° 1502; Dillon Bussi-Fantoni 1992, pp. 142-143.

Si espongono le cc. IIv-1r, con la tavola dei contenuti e l'inizio del V libro dell'Adversus Marcionem di Tertulliano.

Angela Dillon Bussi

22. TERTULLIAN, Adversus Marcionem liber V; Apologeticum; Adversus Iudaeos. PSEUDO- TERTULLIAN, Adversus omnes haereticos. TERTULLIAN, De praescriptionibus haereticorum; Adversus Hermogenem.  S. JOHN CHRYSOSTOM, Contra Anomaeos (Latin trans. by A. Traversari); Contra Iudaeos (Latin trans. by A. Traversari). JOHN CASSIAN, De incarnatione Domini contra Nestorium. S. PROSPER OF AQUITAINE, Liber contra Collatorem.

End of15th century (1485 ca.-l492); parchment; 350x235 mm; folios: II, 300. II'. Florence, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 26. 13.

Of the ten texts which make up this patristic miscellany, copied by a single scribe and written in littera antiqua, nine have as a common denominator that they are all polemics against heresy.  The single apparent exception is the Apologeticum of Tertullian which, despite its title, does not lack a polemical character, which is constantly present in the works of this author.

In the table of contents prefixed to the texts (f. IIv), where the abbreviation of the titles evidences the common character of works intended for confutation, not all are listed, and the work of Cassian is erroneously titled: it is not in fact against Victor but against Nestorius; while in the explicit on f. 300v, the rubricator has proceeded more correctly, even if the series of texts by Tertullian is absorbed under the general title of opus.  Likewise partly mistaken is the inscription with which the first page of the book begins (f. 1r), where is announced Contra Iudaeos liber primus of Tertullian, instead of the correct title as the fifth book of Adversus Marcionem of that author, although this is correctly supplied in the explicit on f. 30v. 

As regards the works of Tertullian  -- Adversus Marcionem liber quintus (ff. 1r-30v), Apologeticum (ff. 30v-64v), Adversus Iudaeos (ff. 65r-83r), Adversus omnes haereticos (ff. 83r-87v), De praescriptionibus haereticorum (ff. 87v-100v), Adversus Hermogenem (ff. 101r-117v) -- there is still today some doubt over the authenticity of Adversus Iudaeos (cf. CPL 33) and Adversus omnes haereses (cf. CPL 34).

The De incarnatione contra Nestorium (ff. 213v-275v), written by John Cassian at the request of the Roman deacon who later became Pope Leo I, is followed lastly by the Liber contra Collatorem (cc. 275v-300v), in which Prosper of Aquitaine opposes some of the theses of the same Cassian, in particular No. XIII of the 24 Collationes Patrum, from which the author drew the title of his work given above.

With the inclusion of John Chrysostom, represented by five homilies De inconprehensibilitate Dei directed against Anomeus (ff. 118r-152v), and six of the eight Sermones contra Iudaeos (ff. 152v-213r), omitting the second and third (= PG 48, coll. 857-872), patristic Latin is married to Greek in the volume.  These works are offered in the Latin translation by Ambrogio Traversari made at the end of the same period, i.e.  between the end of 1423 and the beginning of the following year, with that of another famous work of the same author, the De sacerdotio (on its attribution to Traversari see section 74).  Although information is lacking on what caused Traversari to choose them, it is the consensus that the attention shown by the Camaldolese friar in the first of these texts was born from a living personal interest in its content, and an intimate consonance with the thought and convictions expressed, from admiration of their intensity and oratorical force (Stinger 1977, pp. 131-132).

The work contains five homilies preached at Antioch in 386-387 against the Anomeans, a radical Arian sect, whom Chrysostom rejected and he condemned the rationalistic attempt to define the divine mystery by means of philosophical speculation.

Equally lacking is testimony on the reason why Traversari occupied himself with the Contra Iudaeos group of homilies; but it must be remembered that distrust of the Jews runs throughout the 15th century, and there is no reason to suppose that he was an exception to this.  Particularly interesting is some evidence in the pages of the codex, in the initial rubric and the explicit of the sermons, relating to their addressees: not just the Jews, but Philo-Judaic Christians; perhaps the sign of conviction in the accuracy of Chrysostom's statements and on the favourable opportunity to circulate and make known the translation.

Further investigation may perhaps explain in a more satisfactory manner the connection between all these miscellaneous texts; while it must be remembered how often Tertullian was sought out by Traversari, who admired his ingenium (cf. sections 37, 38 and 43). 

The codex was made during work on the project of a new library, undertaken by Lorenzo the Magnificent in the last years of his life (Dillon Bussi-Fantoni 1992, pp. 135-147).  All the large group of manuscripts produced to this end are richly decorated at the beginning of the text, arranged on two facing pages which are presented on opening: on the left the title or titles within a lavishly miniatured frame, usually but not always circular; on the right a frame of two elements at right angles, along the upper margin and spine, between which appears the start of the text and, in the bottom margin in the centre, the coat of arms.  The other standard feature of the intended uniform graphic design for the new Medici library is that it was modelled closely on those devised for the nobility of North Italy, such as the the Visconti, the Gonzaga, the Este, followed by the Da Montefeltro, the Aragonese, and the Italianising king of Hungary, Mattias Corvinus; as well as the coat of arms, it included some familial and personal emblems.  For Lorenzo elaborated for the occasion new emblems, such as the parrot with the motto in French, which affirmed the supremacy of experience: Non le set qui non l'essaye, like the bees or butterflies attracted to the flame.  The significance of this remains obscure, not least because the emblem is incomplete both times that it is depicted.

Boccardino was the artist responsible for the illustration, to whom, together with Attavante to a lesser degree, the decorative part of the emblem was entrusted.  Also in this codex the illuminator tried to use a trick effect of metallic paint: white mixed with silver and yellow with gold, designed to sparkle at the moment when the book was opened; today only partially appreciable because of the oxidation of the silver.

On f. 1r Antonio Maria Bisciono has left a note of the making of a collation of solely the works of Tertullian, executed in 1728.

Bibliography 

Bandini 1774-1777, I, coll. 765-766; D'Ancona 1914, I, p. 91; II, p. 738, n° 1502; Dillon Bussi-Fantoni 1992, pp. 142-143.

On display are ff. IIv-1r, with the table of contents and the beginning of the 5th book of Tertullian, Adversus Marcionem.

 

 

 

 

 

 

The bibliographical references expanded:

REFERENCES

1. Emil KROYMANN, Die Tertullien-Ueberlieferung in Italien, Sitzungsberichte der Philosophisch-Historischen Classe der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Wien, 138 (1897 or 1898) 3rd booklet (34 pages). also in English translation.  p. 14

2. Pierre PETITMENGIN, Tertullien entre la fin du XIIe et le début du XVIe siècle, in M. CORTESI (ed), Padri Greci e Latini a confronto: Atti del Convegno di studi della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino.  Firenze: SISMEL (2004).  pp. 63-88.  Checked.

3. Umanesimo e Padri della Chiesa. Manoscritti e incunaboli di testi patristici da Francesco Petrarca al primo Cinquecento, Firenze: Biblioteca Medicea-Laurenziana, a cura di S. Gentile, [Milano] (1997). Not checked.  Details Petitmengin 2004 n.43. Contains details of the main Florence Mss. pp.188-191=BML Laur.26,13; pp.223-225= BNC Conv. Soppr. J.VI.10 & 11; pp.236-7=BNC Conv. Soppr. J.VI.9.

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